Potenza fu importante centro romano. Occhio al ponte romano (sito ai piedi della città, sul fiume Basento, di epoca dioclezianea) e alla villa imperiale di Malvaccaro. Potenza, a 819 metri sul livello del mare, è il capoluogo di regione più alto d'Italia. Occhio al borgo antico di Santa Lucia, con le sue case in pietra. La chiesa di San Francesco fu costruita solo quarant'anni dopo la morte del Santo che si manifestò miracolosamente salvando la vita a degli operai che erano stati seppelliti da un crollo. La fabbrica è una pregevole testimonianza gotico catalana, a sala unica. Occhio al Monumento De Grasis, del Cinquecento. Palazzo Loffredo, nobile dimora del seicento è sede del nuovo ed importatante Museo Archeologico della Basilicata. La Lucania è, infatti, terra d'elezione per l'archeologia, crocevia di varie genti e centro di civilizzazione magnogreca; la Lucania ellenofona (Metaponto e Siris-Heracleia) era famosa per la pittura vascolare, non a caso detta Apulo-lucana. Gli scavi di Chiaromonte, Aliano e Guardia Perticara hanno offerto importantissimi reperti degli Enotri; testimonianze dei Dauni provengono dalle aree confinanti con la Puglia; la riconquista romana, invece, partì da Venusia. Di grandissimo interesse, e non poteva essere altrimenti, la ricostruzione del santuario Lucano presso Rossano di Vaglio, della dea Mefite, "colei che sta fra i vivi e i morti". Il Museo è intitolato a Dinu Adamesteanu, archeologo rumeno, iniziatore e padre dell'archeologia in Basilicata. Due fra le più interessanti ed antiche chiese di Potenza sono San Michele, la cui struttura principale è del mille, ma che probabilmente sorse già in epoca longobarda, e Santa Maria del Sepolcro, voluta dai Conti di Santa Sofia che avevano partecipato alla Terza Crociata. La chiesa di Santa Maria ospita un importante reliquia del sangue di Cristo, portata in Basilicata dalla Palestina da Ruggero di Sanseverino e qui traslata da Grumento nel 1648 per volontà del vescovo Claverio. Una Cattedrale pluridedicata! La fabbrica, rifatta da Antonio Magri, allievo del Vanvitelli, è attualmente dedicata a San Gerardo Vescovo di Potenza; il Santo giunse qui da Piacenza, dove era nato, per imbarcarsi per le Crociate, ma si fermò nel capoluogo lucano per compiere la sua opera evangelizzatrice. La Cattedrale è stata precedentemente dedicata, prima, alla Beata Vergine, e dopo a Sant'Aronzio; costui, di origine cartaginese, fu deportato dall'Imperatore Massimiano. Avendo rifiutato di abiurare, venne martirizzato con i suoi fratelli presso il capoluogo lucano. Potenza nel VI secolo faceva parte del Ducato Longobardo di Benevento. La Torre Guevara è un bel monumento espressione di quell'epoca. La famiglia, da cui prende il nome la torre, è l'illustre schiatta potentina a cui appartenne Alfonso, importante medico e filosofo del Cinquecento. Appuntamenti regali! Nel 1137 a Potenza si incontrarono l'Imperatore Lotario II ed il Papa Innocenzo II nell'ambito del loro vano tentativo di rovesciare il regno normanno. Ruggiero II di Sicilia ospitò qui Luigi VII di Francia. Potentini illustri: Pandolfo e Tommaso da Potenza, architetti del XIII secolo, i teologi Tullio Balsamo (secolo XVI) e Giambattista Leotta (secolo XVII), i patrioti del 1848 Rocco Brienza ed Emilio Maffei, il compositore ottocentesco Francesco Stabile, a cui è dedicato il Teatro cittadino, e il biologo Giovanni Paladino, morto nel 1917. |